lunedì 23 gennaio 2017

Kakunodate e Akita

15-16 agosto 2016
La regione giapponese del Tohoku è quella che occupa quasi tutta la parte a nord di Tokyo dello Hoshu, la maggiore isola dell'arcipelago. Benché meno battuta dal turismo internazionale e con attrazioni meno famose rispetto a quelle degli itinerari classici, questa terra ospita tuttavia dei notevoli punti di interesse di carattere sia storico che naturalistico.
akita
paesaggi del tohoku
akita
paesaggi del tohoku
La prefettura di Akita in particolare si trova nella parte nord-occidentale, affacciata sul mar del Giappone, ed è caratterizzata da aspre montagne e dalla presenza di una delle destinazioni turistiche e culturali più affascinanti e importanti della regione: Kakunodate. Questa cittadina infatti conserva intatto un'intero quartiere di residenze storiche del periodo Edo, appartenute alle famiglie di samurai della zona, che le ha portato in dote l'appellativo di "piccola Kyoto". Grazie alla linea dello shinkansen che porta il nome della prefettura si può arrivare da queste parti in un tempo più che ragionevole (anche se superata Morioka, dove la linea si separa dalla direttrice principale che invece prosegue verso l'Hokkaido, le rotaie e il percorso lungo strette valli tra le montagne non permettono al treno-proiettile di viaggiare molto più velocemente dei treni locali), per cui si può anche pensare di visitarla con una gita in giornata da Sendai o addirittura da Tokyo.

martedì 17 gennaio 2017

Takayama e Shirakawa-go

12-13 agosto 2016
Dopo aver girovagato un po' nel Kansai, sia ritornando nelle sue tre affascinanti metropoli che approfittando per scoprire qualcosa di nuovo nelle interessanti cittadine che si trovano nei loro dintorni (come per esempio Uji, Otsu e Himeji), era arrivato il momento di cambiare zona approdando nel Chubu, ovvero la regione delle Alpi giapponesi, per esplorarne due dei siti più interessanti e turisticamente rilevanti in assoluto (anche più delle città di Matsumoto e Nagano, esplorate nel precedente viaggio).
paesaggi dal treno
takayama
kokubunji-dori
Arrivare a Takayama però comporta un certo sforzo, perché se è facile e veloce arrivare da Kobe (o Osaka o Kyoto) a Nagoya con lo shinkansen, da quest'ultima è necessario prendere invece una linea locale molto più lenta e scomoda che tuttavia, andando ad infilarsi in una serie di vallate strettissime e tortuose scavate dai torrenti, regala degli splendidi paesaggi montani. La stazione dei treni inoltre è molto piccola e fa fatica a sostenere il robusto flusso di turisti, per cui per i possessori di JR pass non è una cattiva idea prenotare il proprio posto sul treno (tanto la prenotazione è gratuita) da o per la cittadina in un qualsiasi ufficio delle linee nazionali giapponesi. Un tragitto alternativo per arrivare o andarsene, conveniente da Tokyo, è invece quello di prendere l'Hokuriku Shinkansen verso Kanazawa e scendere a Toyama, punto di arrivo delle linea locale di cui sopra.

martedì 20 dicembre 2016

Uji, Otsu e Himeji

9 e 11 agosto 2016
Nella regione del Kansai, oltre alle grandi città ricche di fascino e attrazioni come Osaka, Kobe e Kyoto, ve ne sono diverse minori che però in passato hanno rivestito dei ruoli di primaria importanza nella storia del Giappone, tra le quali Nara è l'esempio più lampante, e che ospitano ancora parecchi siti storici che vale la pena di visitare per la loro importanza e bellezza e sono magari raggiungibili con una semplice gita in giornata.
uji
per le strade di uji
uji
uji
Partendo dalla monumentale stazione di Kyoto, la linea che passa accanto al famoso santuario Fushimi Inari in direzione di Nara permette di arrivare in poco tempo nella città Uji, oggi poco più di un sobborgo della metropoli ma dal nome importante perché è qui che sono stati ambientati i capitoli finali del Genji monogatari, l'opera seminale della letteratura giapponese scritta nel secolo XI da una cortigiana, ed è sempre qui che sorgono due dei siti protetti dall'UNESCO come patrimonio dell'umanità appartenenti all'insieme di Kyoto.

lunedì 12 dicembre 2016

Kyoto (seconda volta)

9-11 agosto 2016
La storica città-museo giapponese possiede un patrimonio culturale e artistico che per grandezza e fascino ha pochissimi rivali nel mondo, tuttavia, anche se esso non si limita assolutamente ai tanti templi sparsi nella sua vasta area urbana, è proprio nella bellezza e varietà di questi ultimi che la città mostra il meglio di sé. Dato il numero esorbitante di siti religiosi sia shintoisti che buddisti presenti, si rischia però una certa "saturazione" e visto che alcuni giorni bastano comodamente a visitare tutte o quasi le attrazioni di altro tipo, è normale che una prima visita a Kyoto lasci inesplorati molti templi dalla bellezza folgorante e dal sicuro impatto visivo, limitandosi magari a quelli più importanti e conosciuti, che sono comunque parecchi (per i racconti, la descrizione e le foto circa questi e le altre principali attrazioni di Kyoto potete dare un'occhiata ai due post che ho scritto dopo la mia prima visita in città: parte 1 e parte 2).
kiyomizu dera kyoto
kiyomizu-dera
gojozaka kyoto
gojozaka
Per questo, e per tanti altri motivi, l'antica capitale del paese del Sol Levante è senza dubbio una destinazione da inserire nell'itinerario relativo anche ai viaggi successivi al primo nella terra dei samurai. Oltre ad avere voglia di sgranare nuovamente gli occhi davanti ai bellissimi quartieri tradizionali, con il loro affascinante dedalo di stradine fiancheggiate da pittoresche case di legno, e a godere delle passeggiate serali sulla riva del fiume Kamo, sono stati proprio i conti in sospeso lasciati con alcuni templi durante la mia prima visita alcuni anni fa (per "avvenuta saturazione" appunto) a spingermi quindi a tornare a Kyoto per un paio di giorni anche durante il mio secondo viaggio itinerante in Giappone.
sannenzaka kyoto
sannenzaka
sannenzaka kyoto
sannenzaka
L'alloggio scelto questa volta, la Guesthouse Trip Sound, si trova a Higashiyama sud proprio ai piedi della stradina che porta al Kiyomizu-dera, in una zona facilmente raggiungibile in bus dalla stazione centrale e nella quale non manca il movimento, i negozi e le botteghe. La struttura è moderna e pulita, ospita delle camerate comode e una bella area comune, ed è infine possibile noleggiarci anche delle biciclette, che sono il mezzo migliore per esplorare la città in piena libertà e autonomia.

sanjusangen do kyoto
sanjusangen-do
panorama dal kiyomizu-dera
pontocho

Come detto, l'obiettivo principale di questa seconda visita a Kyoto era quello di visitare alcuni templi che non avevano trovato spazio durante la prima, ma data l'ubicazione dell'ostello è risultato giocoforza cominciare e terminare le giornate in giro risalendo la stretta Gojozaka, sempre invasa di turisti a caccia di souvenir nei tanti negozietti che vi si affacciano, fino al Kyomizu-dera (il cui complesso tra l'altro si fotografa decisamente meglio al tramonto, causa sole in posizione conveniente, mentre il panorama sulla città bassa viene meglio di mattina) per poi tuffarsi nel delizioso dedalo di vicoletti che riportano verso nord.
sanjusangen-do (dal web)
sanjusangen do kyoto
sanjusangen-do
Tutta la zona, non solo le ultra-celebrate Sannenzaka e Ninenzaka, che separa il famoso santuario dal parco Maruyama, intorno al quale si stende il famoso e storico quartiere tradizionale di Gion, è un insieme di case di legno, alcune trasformate in museo, guesthouse o negozi, punteggiato da piccoli templi e giardini; un insieme unico di scorci pittoreschi insomma. Vagabondando a caso nel quartiere ci si può anche imbattere nella scenografica pagoda a cinque strati del tempio Yasaka, la seconda più alta della città, o arrivare all'area del Kodai-ji, un ampio complesso templare immerso nel verde che regala delle belle vedute.
toji kyoto
to-jo
toji kyoto
to-ji
Dall'ostello, andando invece in direzione sud lungo la strada principale si arriva nei pressi del Sanjusangen-do, per molti uno degli assolutamente imperdibili tra i templi di Kyoto, e infatti il suo lunghissimo padiglione principale, tutto in legno, offre all'interno uno spettacolo che lascia davvero senza fiato: un migliaio di statue della dea Kannon a grandezza naturale disposte su varie file scortano una statua principale come un esercito, e il tutto è circondato da qualche decina di statue raffiguranti altre divinità. Purtroppo all'interno non è consentito fare fotografie, anche il resto dell'area del santuario comunque è piuttosto gradevole.

ryoan-ji kyoto
ryoan-ji
ryoan-ji kyoto
giardino delle rocce del ryoan-ji
ryoan-ji kyoto
ryoan-ji

Proseguendo sulla via principale, si curva e si attraversa il fiume, ritrovandosi nei quartieri alle spalle della stazione centrale, di stampo puramente popolare ma dove sorge il To-ji. L'accesso a questo tempio è gratuito e si paga solo per entrare all'interno dei padiglioni principali e nella pagoda, ma comunque ci sono molti altri affascinanti padiglioni, uno dei quali ospita anche un piccolo museo, a ingresso libero, oltre ai monumentali portali di accesso. La star del complesso è la pagoda a cinque strati, la più alta dell'intero Giappone.
ryoan-ji kyoto
ryoan-ji
ryoan-ji kyoto
ryoan-ji
Una pedalata verso nord di diversi chilometri, piuttosto faticosa anche per chi è abbastanza allenato e che richiede quasi un'ora con una bici da passeggio, permette di attraversare tutti i quartieri occidentali, moderni e poco attraenti, fino ai distretti a ridosso delle montagne nord-occidentali, dove le tranquille stradine con le casette basse nascondono molti gradevoli templi e santuari, tra i quali il famosissimo Kinkaku-ji dal padiglione dorato; l'obiettivo di questa sfacchinata tuttavia era il quasi altrettanto famoso Ryoan-ji. Il suo giardino zen delle rocce è infatti celebrato come uno dei più importanti e significativi del buddismo, ma è risultato visivamente molto deludente (non metto in dubbio che chi è in grado di apprezzare la filosofia che c'è dietro possa goderne a pieno, ma un occhio inesperto rimarrà quasi sicuramente piuttosto interdetto) e non vale il prezzo del biglietto. Il vasto giardino boscoso, nel quale trova posto anche un laghetto artificiale, che circonda i padiglioni centrali è invece molto bello e a ingresso gratuito.
heian-jingu kyoto
heian-jingu
heian-jingu kyoto
heian-jingu
L'ultimo "conto in sospeso" era fortunatamente meno distante: l'Heian-jingu a Higashiyama nord. In realtà il santuario shintoista, piuttosto scenografico e a ingresso gratuito, l'avevo già visitato, ma il suo giardino, per cui si paga il biglietto e in cui non avevo avuto il tempo di entrare,  aveva particolarmente colpito la mia curiosità. L'area verde incorona tutto il grande cortile centrale e i padiglioni ed è veramente bellissima: consta di vari spazi organizzati in maniera differente, con aiuole, ruscelli, alberi e un delizioso laghetto con degli edifici in legno sulle sponde e uno scenografico ponte. Una buona idea per ritornare alla base infine è quella di tagliare il cuore di Gion attraverso la pittoresca Hanami-koji, in fondo alla quale si entra in un parco dove ci sono vari complessi di templi molto piacevoli, i più importanti dei quali prendono il nome di Kennin-ji e Ryosoku-in.

heian-jingu kyoto
heian-jingu
heian-jingu kyoto
heian-jingu
heian-jingu kyoto
heian-jingu

teramachi arcade kyoto
teramachi
kamo gawa
kamo gawa e lungofiume
heian-jingu kyoto
heian-jingu

Per quello che riguarda il movimento e le attività preserali e serali, la parte più viva della città è sempre quella compresa tra Shijo-dori e Sanjo-dori, in particolare la zona più a ridosso del fiume, dove c'è un mare di gente a passeggio sotto ai portici e nelle gallerie commerciali di Teramachi.
hanami koji kyoto
hanami koji
kennin-ji kyoto
kennin-ji
Il centro della vita notturna è la via Kiyamachi, dove si affacciano ogni sorta di locali, dalle birrerie ai club privé, e le stradine che la separano dalla più larga Kawaramachi-dori e dalla passeggiata lungofiume, sempre frequentatissima nelle sere d'estate. In particolare lungo il percorso di Kiyamachi a sud di Shijo-dori vi sono dei locali meno commerciali e frequentati perlopiù dai giapponesi o da chi li conosce, più simili a quelli della deliziosa Ponto-cho, che corre a fianco del lungofiume ed è un susseguirsi di edifici tradizionali in legno.
pagoda yasaka
pagoda yasaka
ryosoku-in kyoto
ryosoku-in
Per quello che riguarda il cibo, dopo la scorpacciata di okonomiyaki a Osaka, a Kyoto ho colto l'occasione per gustarmi il primo ramen di questo viaggio; il locale scelto è stato Ippudo, una catena che serve ottimo tonkotsu (lo stile tipico di Hakata/Fukoka), situato su vicolo parallelo a Shijo-dori (in effetti quello che è il prolungamento del mercato Nishiki, dove sbizzarrirsi invece all'ora di pranzo col cibo da strada) all'altezza della stazione Hankyu Karasuma. Da segnalare infine lungo entrambi i lati di Gojo-dori, il largo viale che dal fiume porta all'ostello e alla salita del Kiyomizu-dera, per tutto il giorno fino a dopo il tramonto si tiene un mercato con banchi di artigianato, molti dei quali hanno anche la bottega alle spalle, e si può trovare anche qualche bancarella di cibo da strada.
pagoda yasaka kyoto
pagoda yasaka
gion kyoto
gion sud
Parte del tempo passato a Kyoto l'ho in realtà speso per visitare alcuni interessanti siti nei dintorni della metropoli (materia del prossimo post), e anche se sono riuscito a visitare la maggior parte di quelli che mi ero prefissato, qualche conto in sospeso è comunque rimasto, senza contare che ne sono sorti di nuovi, e quindi in sostanza qualche motivo per tornare ulteriormente in futuro non manca nemmeno dopo questo mio secondo soggiorno; tuttavia ho il forte sospetto che in realtà non si finisca mai di trovare qualche interessante sito per cui valga la pena di tornare in questa città.

Post successivo: Uji, Otsu e Himeji

pontocho
ninenzaka
gion kyoto
gion sud

martedì 6 dicembre 2016

Osaka e Kobe (seconda volta)

8-9 e 11-12 agosto 2016
Il Giappone è più di ogni altro uno di quei paesi dove non si sogna di ritornare più e più volte: ci si ritorna per davvero. E ogni volta, sarà per l'immensa offerta di spunti che offre o per i suoi volti cangianti con lo scorrere delle stagioni, le sorprese e le emozioni sono sempre nuove e intense.
kaiyukan osaka
kaiyukan
il porto di osaka e la cosmo tower
In tutto ciò è però inevitabile che alcuni luoghi, alcune città, rappresentino una tappa che ricorre in tutti, o in quasi tutti, i viaggi attraverso il paese del Sol Levante, e non è detto che questa speciale classe debba per forza essere limitata alla sua infinita capitale o all'enorme patrimonio culturale della sua più famosa città-museo. Per il mio secondo viaggio itinerante in terra nipponica, consacrato prevalentemente alla parte settentrionale e orientale della nazione, ho pensato bene invece di ripartire dalla regione del Kansai, dove nel viaggio precedente avevo lasciato alcuni conti in sospeso e la voglia di approfondire meglio diversi aspetti, tanto più che provenendo da tre settimane a spasso per la Corea del Sud, è proprio il grande aeroporto intercontinentale di questa regione a costituire l'approdo migliore.

mercoledì 30 novembre 2016

Istantanee: Corea del Sud

Da quando mi sono smart-fonizzato e netbook-izzato è diventato molto facile interagire con i social network anche durante i viaggi, e ho preso così l'abitudine di scrivere, ogni sera o quasi, su FB le mie riflessioni a caldo sulla giornata di viaggio appena trascorsa. In realtà all'inizio era più che altro un modo per informare mia madre della situazione in cui mi trovavo, ma poi mi sono accorto che in molti leggevano con piacere quello che scrivevo. Sotto l'etichetta Istantanee ho pensato dunque di raccogliere quei post, viaggio per viaggio, nazione per nazione, e di pubblicare l'insieme sul blog; ne viene così fuori uno scritto forse meno utile a livello di informazioni, ma molto più spontaneo e ruspante degli articoli ragionati su cui ho sempre basato i contenuti del blog stesso.

COREA DEL SUD – GIAPPONE (18/07/2016 – 28/08/2016)
Certi viaggi sono più faticosi di altri! Vabbè che Seoul è una meta abbastanza tranquilla, ma poi quando a febbraio trovi una bella offerta con una delle compagnie aeree migliori del mondo - la Turkish Airways - e la data di partenza è 3 giorni dopo un fallito golpe e 3 settimane dopo un attentato nell'aeroporto dove devi fare scalo le cose si complicano.
hongdae
Per non farci mancare niente scopri pure che da Roma atterri a Sabiha Gocken mentre il volo per Seoul ce l'hai da Ataturk e non ci sono bus diretti da un aeroporto all'altro. Fortuna che ci sono dei minibus privati, non troppo economici, che però partono quando sono pieni. E così tra un'ora e mezza di ritardo in partenza (ieri giornata campale a Fiumicino: i check in erano bloccati, la folla si era accalcata, ti facevano aspettare fuori dal terminal, era TUTTO in ritardo...un bordello assurdo!), l'attesa che il furgoncino si riempia e l'onnipresente traffico a Istanbul, anche di lunedì sera (la situazione sembrava tranquilla, ma ho visto blindati sull'autostrada e macchine strombazzanti con le bandiere turche, e c'era pure una piccola manifestazione davanti all'aeroporto, sempre con bandiere, che rallentava il traffico...e poi c'erano delle persone a piedi sull'autostrada che vendevano bottigliette d'acqua dove c'erano i rallentamenti), le 8 ore di scalo sono state appena sufficienti.

lunedì 21 novembre 2016

Buyeo e Gongju

3-4 agosto 2016
Nella regione del Chungcheongnam-do, più o meno a metà del percorso che dalla città di Jeonju riporta verso Seoul e a circa un paio di ore di autobus da entrambe, sorgono due piccole città dal presente abbastanza anonimo ma dal passato estremamente importante.
gongsanseong gongju
gongsanseong
gongsanseong gongju
porta occidentale
Sia Buyeo che Gongju infatti hanno rivestito, tra la fine del V e la metà del VII secolo, il ruolo di capitale di Baekje, uno dei regni in cui la penisola coreana era suddivisa agli albori della sua storia, e del loro passato splendore recano ancora parecchie testimonianze. Data la grandezza limitata di entrambe, la loro posizione relativamente vicina alla capitale che spesso le relega a mete di una gita giornaliera e la fama tutt'altro che internazionale, a dispetto di un patrimonio storico e culturale di tutto rispetto, l'offerta di alloggio non è molto varia e la ricerca di una sistemazione economica adatta ai backpackers ha portato alla scoperta di pochissimi nomi.

martedì 15 novembre 2016

Jeonju

2-3 agosto 2016
Jeonju è il capoluogo della provincia coreana del Jeollabuk-do, una città ricca di storia e tradizioni; basti pensare che è da qui che la dinastia dei sovrani Joseon ha mosso i primi passi alla conquista del paese ed è sempre qui che è stato inventato il piatto più famoso della cucina coreana: il bibimbap.
pungnam mun jeonju
pungnam-mun
villaggio hanok jeonju
villaggio hanok
Per questi motivi e per il fatto che il centro storico conservi ancora numerose testimonianze della sua passata grandezza, Jeonju rappresenta sicuramente una tappa tra le più interessanti durante un viaggio nella penisola coreana. La sua comoda posizione più o meno a metà strada tra la capitale e la costa meridionale del paese la rende inoltre facilmente raggiungibile da entrambe in poco tempo: da meno di due ore (prendendo il treno veloce) a tre (in autobus) da Seoul, poco più di un'ora di bus provenendo da Busan o da Gwangju. Sia la stazione ferroviaria che le stazioni Express e Intercity dei bus si trovano però abbastanza lontane dal centro (almeno 3 km a nord-est la prima, uguale ma a nord-ovest le altre), ma comunque si può usufruire della buona rete di trasporti pubblici per raggiungere i quartieri storici e gli hotel/ostelli.

mercoledì 9 novembre 2016

Yeosu e Gwangju

31 luglio - 2 agosto 2016
La provincia sud-coreana del Jeollanam-do è meno battuta dal turismo internazionale rispetto alle altre, visto che non ospita siti storici e culturali di primaria importanza, ma è qui invece che si possono ammirare alcuni dei più bei paesaggi costieri o naturalistici dell'intera penisola, e infatti il turismo interno è invece presente in quantità massiccia. Spulciando un po' sulla cartina geografica, una città in particolare ha stuzzicato la mia curiosità per la sua posizione e le sue caratteristiche morfologiche, candidandosi a diventare la "scoperta" del viaggio, il luogo raggiunto solo per un presentimento che  poi si rivela essere uno dei posti più piacevoli e interessanti in assoluto; aspettativa che poi non è stata minimamente delusa.
yeosu
yeosu
expo yeosu
expo
Yeosu infatti è una città portuale situata circa 150 km a ovest di Busan, sulla parte finale di una penisola affiancata da altre penisole e fronteggiata da centinaia di isole di diversa grandezza che formano uno spettacolare sistema di baie e piccoli mari interni incorniciati da scenografiche scogliere e affascinanti linee costiere. Dalla metropoli del sud del paese si raggiunge in un paio d'ore e mezza grazie a un autobus diretto (il più comodo parte però dalla stazione Seobu di Busan, che è anche più vicina al centro rispetto alla principale Dongbu e anch'essa raggiungibile in metro); inoltre è uno dei terminali meridionali della linea ferroviaria ad alta velocità proveniente da nord, pur se raggiungibile da poche altre destinazioni.

mercoledì 2 novembre 2016

Busan

29-31 luglio 2016
La seconda città della Corea del Sud, nonché il suo principale porto, è una metropoli davvero enorme e con una struttura urbana tentacolare, dove le zone urbane vanno a riempire le vallate tra le montagne che arrivano fino al mare formando lunghi promontori e rendendo la costa frastagliatissima, che la fa sembrare ancora più grande di quanto già non sia.
yeongdo busan
yeongdo dal mercato jagalchi
nampodong busan
gwangbok-ro
Ciò nonostante Busan è una città accogliente, piacevole e molto vivace, nonché ricca di attrazioni del tipo più disparato, dalle spiagge ai siti storici e religiosi, dallo shopping al cibo e ai posti dove la cultura la fa da padrona. Visitarla però richiede tempo e pazienza, perché nonostante un'ottima rete di metropolitane che conta ben 5 linee (sono disponibili, e convenienti, gli abbonamenti giornalieri) e tanti bus urbani che le integrano, i siti sono molto distanti tra loro e per arrivare da un posto a un altro potrebbe volerci anche più di un'ora e 25 o più fermate della metro. Provenendo col bus da Gyeongju si arriva all'autostazione principale della città, la Dongbu, che si trova al capolinea della linea 1 della metro, quindi arrivare all'ostello richiederà un altro lungo spostamento, mentre la stazione ferroviaria è più centrale e situata a metà strada tra due delle zone principali.