mercoledì 30 novembre 2016

Istantanee: Corea del Sud

Da quando mi sono smart-fonizzato e netbook-izzato è diventato molto facile interagire con i social network anche durante i viaggi, e ho preso così l'abitudine di scrivere, ogni sera o quasi, su FB le mie riflessioni a caldo sulla giornata di viaggio appena trascorsa. In realtà all'inizio era più che altro un modo per informare mia madre della situazione in cui mi trovavo, ma poi mi sono accorto che in molti leggevano con piacere quello che scrivevo. Sotto l'etichetta Istantanee ho pensato dunque di raccogliere quei post, viaggio per viaggio, nazione per nazione, e di pubblicare l'insieme sul blog; ne viene così fuori uno scritto forse meno utile a livello di informazioni, ma molto più spontaneo e ruspante degli articoli ragionati su cui ho sempre basato i contenuti del blog stesso.

COREA DEL SUD – GIAPPONE (18/07/2016 – 28/08/2016)
Certi viaggi sono più faticosi di altri! Vabbè che Seoul è una meta abbastanza tranquilla, ma poi quando a febbraio trovi una bella offerta con una delle compagnie aeree migliori del mondo - la Turkish Airways - e la data di partenza è 3 giorni dopo un fallito golpe e 3 settimane dopo un attentato nell'aeroporto dove devi fare scalo le cose si complicano.
hongdae
Per non farci mancare niente scopri pure che da Roma atterri a Sabiha Gocken mentre il volo per Seoul ce l'hai da Ataturk e non ci sono bus diretti da un aeroporto all'altro. Fortuna che ci sono dei minibus privati, non troppo economici, che però partono quando sono pieni. E così tra un'ora e mezza di ritardo in partenza (ieri giornata campale a Fiumicino: i check in erano bloccati, la folla si era accalcata, ti facevano aspettare fuori dal terminal, era TUTTO in ritardo...un bordello assurdo!), l'attesa che il furgoncino si riempia e l'onnipresente traffico a Istanbul, anche di lunedì sera (la situazione sembrava tranquilla, ma ho visto blindati sull'autostrada e macchine strombazzanti con le bandiere turche, e c'era pure una piccola manifestazione davanti all'aeroporto, sempre con bandiere, che rallentava il traffico...e poi c'erano delle persone a piedi sull'autostrada che vendevano bottigliette d'acqua dove c'erano i rallentamenti), le 8 ore di scalo sono state appena sufficienti.
Il volo, dall'altezza del lago d'Aral, sorvolando il Tibet e fino a Pechino è stato piuttosto ballerino, ma alla fine sono arrivato sano e salvo a Seoul.
L' ostello si trova nel quartiere universitario di Hongdae, e a poche centinaia di metri comincia una zona pedonale con tantissime luci, negozi di cazzate, bancarelle di cibo, ristorantini e locali, gruppi che suonano per strada e una folla immensa e giovane a passeggio. Si si, Seoul si è presentata bene!
Verranno foto...prima o poi. Stay tuned! 

Non uno, non due, non tre...a Seoul ci sono ben 5 palazzi reali antichi, e per andare dal primo al secondo si attraversa anche un pittoresco villaggio tradizionale con casette molto graziose; e sullo sfondo si alzano i grattacieli.
pediluvio nel canale
Dopo la prima giornata di visita la capitale coreana sembra essere proprio bella, affascinante, vivace, eterogenea e cosmopolita; non solo: in raffronto a molte metropoli asiatiche è anche piuttosto economica. Strano che i turisti italiani non l'abbiano ancora scoperta in massa. 
Infine una considerazione sul tempo: qui nell'estremo oriente paradossalmente in estate se non vuoi schiattare di caldo devi pregare che ci sia il sole. Si, perché se arrivano le nuvole e piove l'umidità sale di brutto e si schiuma; stamattina infatti il cielo era tutto azzurro e si stava bene, poi nel pomeriggio si è coperto e alle 5 ha cominciato a piovere...e sembrava di stare in una sauna. 

Oggi sono stato a Suwon.
togliete le scarpe
Si, perché tanto Seoul me la girerò anche gli ultimi 4 giorni prima di spostarmi in Giappone, quindi comincio a girarmi pure i dintorni. A Suwon c'è una fortezza, ma il nome è fuorviante perchè è una cinta muraria lunga chilometri con porte monumentali e torrette di guardia che circonda il nucleo centrale della città...spettacolare. Poi ci sarebbe pure il folk village, ma le navette che ti ci portano sono poche e con gli orari a cazzo, e la fermata è coperta da un'installazione e si vede bene solo dalla strada, cosí mentre la cercavo mi sono visto sfilare davanti la navetta in corsia di sorpasso. Dopo le bestemmie di rito ho deciso che non mi andava di aspettare 2 ore per quella successiva (tanto ci torno quando vado in "gita" a Incheon) e sono tornato a Seoul a finire il giro dei palazzi reali: tra l'altro l'ultimo, che è il più nuovo, il Gyehonghuigong (hanno tutti nomi così, già...oppa gagngnam style...hop hop), non se lo caca nessuno e invece era davvero molto scenografico.
In pieno centro c'è un piccolo canale artificiale che taglia le file di grattacieli con l'acqua che scorre rapida e fresca, e tutti ci si fermano a fare il pediluvio; davvero un posto gradevole. Il fiume Han invece, che divide in due la metropoli, sarà largo un chilometro.
Una curiosità: quando si entra nelle abitazioni, ostelli, templi e tanti altri posti ci si leva le scarpe e talvolta vengono fornite delle ciabattelle, tipo per andare nei bagni, ma quando questo succede anche nei chioschetti sul marciapiede forse stiamo esagerando. 

Pensate se con la metro di Roma si potesse arrivare che so, a Viterbo. 
Utopia? Da Seoul a Chuncheon ci si va in metro, a godere delle bellezze di un lago con isole verdi e circondato da montagne.
in spiaggia
Solo che Chuncheon è parecchio più grossa e neanche lontanamente graziosa rispetto a quel gioiellino che è Viterbo. Anzi, a parte la zona più centrale, che è anche un po' più vivace, è proprio bruttarella e triste, e anche la pedalata in riva al lago sarebbe potuta essere migliore, visti alcuni obrobri che deturpano il paesaggio. Insomma, evitabile, a meno che non si ha la macchina per le gite nella natura lì intorno. Oggi invece sono arrivato al mare, sulla costa est, a Gangneung (hop hop...vabbè lasciam perdere), sicuramente più godibile. Qui vicino, a Pyeongchan, sulle montagne, ci faranno le prossime olimpiadi invernali. La spiaggia è abbastanza bella e l'acqua è fresca (era nuvoloso ma caldo, e il bagno è stato una mano santa). I coreani, e soprattutto le coreane purtroppo, stanno copertissimi in spiaggia, pochissimi senza maglietta e le ragazze in maniche lunghe e calzoncini...praticamente come per strada, però le cosce rigorosamente in vista...come per strada appunto.
Ah, sugli spallettoni d'erba sull'autostrada per arrivare c'erano delle pecore finte. 

Due fatti e una considerazione:
1- qui è pieno di chiese, di tutte le varie confessioni cristiane, dai cattolici ai luterani...si vede che i missionari hanno lavorato parecchio, mi aspettavo più templi;
souvenir di pesce secco
2- ho notato una curiosa abbondanza, sia nei mercati che nelle stazioni e nei punti turistici, come veri e propri souvenir, di negozi di...pesce essiccato! Del tipo che uno va in vacanza, torna e dice: " tiè, guarda che t'ho portato! ta-daan: 'na bella razza essiccata! Sei felice eh?"
3- sono stato sul luogo delle prossime olimpiadi invernali a Pyeongchan-Gangneung; e di quelle di Nagano, Albertville, Lillehammer, Innsbruck e varie altre, ma non sui luoghi di quelle di Torino e di Cortina. Stranezze da viaggiatore.
villaggio hanok
Comunque, Andong è una delle città da visitare per chi vuole indagare il folklore coreano. La città è un po' come tutte le altre, ma vicino ci sono ben due villaggi tradizionali, uno patrimonio UNESCO, con le capanne coi tetti di paglia e le case di legno tipiche. Molto affascinanti.
Ora sono a Daegu, terza città coreana, una metropoli di due milioni e mezzo di abitanti tutta grattacieli, con tante chiese, appunto, due mercati di cui uno enorme (e si, pieno di negozi di pesce secco: che non te la prendi una bella famiglia di sgombri essiccati?) e l'altro curiosissimo perché interamente dedicato alle erbe medicinali, e una zona dello shopping vivacissima. Tutta vita stasera. 

Data la copiosa richiesta, ecco un po' di foto del mercato delle erbe medicinali di Daegu.
mercato delle erbe medicinali
mercato delle erbe medicinali
Il posto è sicuramente curioso, ma non particolarmente pittoresco in realtà, poiché non si tratta di un'area con bancarelle e gente a passeggio che rovista, bensì di una strada a traffico limitato, ma non pedonale, con su entrambi i lati file di botteghe di erboristeria che espongono e vendono bulbi, radici, foglie, cortecce ecc...e la gente arriva in macchina, parcheggia di lato e scende a caricarsi il suo sacco di roba. In particolare merita il profumo. 

Venire in Corea e non visitare Gyeongju (da non confondere con Gonju, Gwanju, Jeonju e tanti altri...che fantasia 'sti coreani) equivale più o meno ad andare in Giappone e saltare Kyoto.
osservatorio (deformazione professionale)
nel bosco
Tantissimi grandi tumuli-tombe di antichi sovrani e generali, templi mastodontici nella foresta, villaggi tradizionali e scuole confuciane ne fanno il luogo dal maggiore patrimonio storico...ma parliamo di cibo!
Finora la cucina coreana non mi sta esaltando: il kimchi ('na specie de verza marinata piccantella) e le tante verdurine e radici marinate dopo un po' sturbano, e si che te le portano SEMPRE, secondo me se uno va in caffetteria e prende un caramelmacchiatomocha un piattino di kimchi insieme te lo portano; il bibimbap 'nsà de 'ncazz; il bulgogi è pure buono, sono straccetti, ma si perde nelle salsette, verdurine e foglie in cui devi avvolgerli per mangiarlo (altrimenti non mangeresti praticamente niente).
bibimbap
riflessi
Finora sta vincendo il piatto tipico di Andong: uno stufato di pollo con patate, carote, verza e noodles in un intingolo di curry e soia; solo che con la porzione per uno ci mangiavano in 3 (a cui poi si aggiungono i vari immancabili piattini con le verdure marinate), e dunque dog-bag tutta la vita, me lo sono portato via e ci ho cenato il giorno dopo.
Pure da segnalare una zuppa con dei ravioli, verdure, noodles e gnocchi di riso (che però sono un po' gommosi), ma del resto ho mangiato ravioli praticamente in tutto il continente euroasiatico e non mi hanno mai tradito.
Ah, io le foto alla robba da magna' non le faccio salvo in casi eccezionali, quindi se volete vedere di che parlo cercatevelo su google e beccatevi invece i tumuli, i templi, i villaggi tradizionali eccetera. 

Le città di mare hanno sempre qualcosa di particolare. Sarà l'aria salmastra, i panorami con l'acqua che si fonde col cielo e la terra, sarà il sole e il vento, comunque hanno quel qualcosa che affascina.
Busan non fa eccezione!
grotte a busan
4 milioni di abitanti e una struttura urbana "tentacolare", con gli abitati che riempiono le vallate tra le alture e una costa frastagliatissima, che la rende davvero immensa; però sa di amichevole.
Tanti posti interessanti: il mercato del pesce più grande del paese con tanti banchi dove mangiare (i prezzi però, seppure non altissimi, non sono poi così bassi) e ovviamente tantissimi negozietti di pesce essiccato (che fai? Dopo un bel piatto di capesante non te lo compri un seppiotto secco per ricordo?), un "cultural village" sul cucuzzolo della montagna con tante casette colorate che è un bijoux, un tempio nella foresta tra i più belli visti finora e diverse spiagge molto belle (acqua non cristallina ma fresca e piacevole). 
un litro di caffè?
gamcheon cultural village
La controindicazione è che data la grandezza e la struttura sopraindicata, quando ti trovi in un posto gli altri stanno in culonia, insomma per visitarla stai sempre con le chiappe sulla metro e/o sul bus, del tipo che per andare dall'ostello, vicino al mercato del pesce, alla spiaggia più bella e famosa, che è comunque in centro, ci vuole un'ora di metro...roba che io per andare da casa mia a Genzano alla spiaggia delle grotte di Nerone ad Anzio (che in effetti è anche più bella) con lo scooter ci metto 40 minuti. Vabbè, in viaggio si sopporta tutto.
Curiosità del giorno: ho visto una caffetteria che vendeva caffè (e non solo caffè) a litri...si, in bicchieri da un litro a portar via, così cammini e ti fai il tuo bel litro di caffè con ghiaccio.
Fa un caldo pazzesco. Anzi no, fa 32 gradi: è l'umidità al 750000 per cento che ti stronca. Non sapevo che il mio corpo avesse tutti questi liquidi da sudare, però a forza di spurgare ho la pelle come il culo di un neonato (insieme alle verdurine marinate sto a usci' un figurino). 

Succede sempre! Una città non particolarmente famosa ti colpisce mentre prepari l'itinerario, decidi di andarci e poi va a finire che diventa il tuo posto preferito del viaggio.
Stavolta tocca a Yeosu, cittadina sulla costa senza apparenti grandi richiami se non la sua posizione. Ma poi una volta lì scopri che nel 2012 c'è stato un Expo e che la città è piuttosto carina, per quanto lo permettano le città coreane tutte di stampo moderno, con un bel lungomare e una baia chiusa da isole rocciose e boscose; e poi finora sembra essere il posto con la popolazione più amichevole: in Corea non ho mai ricevuto tanti sorrisi e saluti passeggiando per strada come qui (anche perché di facce occidentali oltre la mia davvero non ce ne sono). Comunque a Yeosu ci si va soprattutto per i panorami costieri, peccato che il caldo e l'umidità coprano tutto con una patina nebbiosa, ma in inverno con l'aria limpida lo scenario deve essere davvero spettacolare.
strani alberi a yeosu
Ciliegina sulla torta: i miei compagni di stanza Jae e Pan, due simpatici studenti universitari all'ultimo anno provenienti da una delle città satelliti di Seoul e appassionati di calcio italiano (giocatore preferito: De Rossi, daje!), mi hanno voluto coinvolgere nella loro serata di vacanza, e così siamo finiti ai chioschi con tavolini sul lungomare, immersi in una fiumana di gente a bere birra e mangiare salsicce (molto coreano vero? Però le salsicce, portate dai tedeschi nel secolo scorso, sono diventate una specialità tipica in Corea, e non erano affatto male).
Ora invece sono a Gwangju, il capoluogo regionale, una metropoli senza nulla di particolare: il solito colorato distretto dello shopping, i soliti palazzoni, un fiume, ma una particolare attenzione all'arte. C'è anche una strada con tutte piccole gallerie d'arte che alle 6 e mezza di sera era deserta.
Domani si prosegue la lenta risalita verso Seoul, la Corea prospetta altre cose interessanti da vedere. 

Jeonju, Buyeo e Gongju: ho lasciato alla fine del giro tre città dalla storia molto importante per la Corea.
dolce compagnia
La prima in effetti è davvero interessante, con un villaggio hanok (cioè con case tradizionali) grosso e inserito nel contesto urbano, invece che in campagna come la maggior parte degli altri, e una delle sue maggiori attrazioni è...una chiesa! Si, tanti turisti in abito tradizionale (non ne ho visti così tanti da nessun'altra parte), soprattutto ragazze ma anche qualche uomo, che si fanno i selfie davanti alla facciata in mattoni della chiesa.
Anche a Jeonju sono stato coinvolto da 5 coreani e una coreana che non parlavano una parola di inglese ma erano molto simpatici, fortuna che c'era anche una francesina 19enne che studiava coreano e traduceva, in una cena tradizionale luculliana in un posto che non ritroverei nemmeno per miracolo con una strana bevanda alcolica lattea che scorreva a fiumi.
Curiosamente le francesi molto giovani che viaggiano da sole sono abbastanza una costante nei miei viaggi raminghi (ne ho incontrate anche in sudamerica e nei balcani, chissà come mai le italiane non prendono esempio).
buyeo
Buyeo e Gongju sono state invece capitali del regno parecchi secoli fa, ma ora sono solo delle tranquille cittadine di campagna con però diverse cose da vedere.
Ora sono finalmente ritornato a Seoul, per completarne la visita nei prossimi giorni; peccato che la camerata in cui dormo, ricavata in uno scantinato, sia il posto più squallido in cui abbia mai dormito (il resto dell'ostello è carino, ma come cavolo gli è venuto in mente di mettere i letti pure qua sotto accidenti a loro?). 

Questi tre giorni a Seoul hanno confermato che la megalopoli coreana è una città piacevole e poliedrica, dove passare da templi e palazzi antichi ai moderni grattacieli, dai villaggi hanok ai quartieri dello shopping, dai parchi boscosi sulle colline (dove c'è anche una torre) alle piscine in riva al fiume. Ah, a Incheon oltre all'aeroporto c'è pure una bella chinatown.
una vecchia scuola in una hanok
Non c'è che dire, la Corea del Sud è sicuramente in grado di soddisfare i viaggiatori curiosi.
Domani volerò a Osaka per la seconda parte del mio viaggio in estremo oriente, ma intanto ecco qualche fatto e curiosità rilevati in Corea:
1- le bacchette coreane sono in metallo e più fine, e quindi anche più difficili da maneggiare visto che ti si incrociano subito, quando ti ritrovi con quelle brutte di legno dei pasti confezionati dei 7eleven e affini (siano sempre benedetti) ti sembra di volare;
2- in molti ristoranti però ti chiedono se vuoi una forchetta ("pukku?" "Che è pukku?...ah, fork! Yes thanks.");
3- i coreani guidano abbastanza a cazzo e non danno precedenza al pedone sulle strisce;
dolce compagnia 2
4- c'è moltissimo turismo interno, d'altronde pare che di ferie ne abbiano davvero poche;
5- si vedono diversi negozi che affittano vestiti tradizionali per andare a visitare i luoghi turistici, e lavorano;
6- sul bus o sulla metro è comunissimo vedere ragazze che si aggiustano il trucco, e si portano appresso tutto l'armamentario;
7- durante le due cene passate con gruppi di coreani ho scoperto ciò che già sospettavo: il kimchi è previsto anche a colazione, quella tradizionale, anche se mi pare di aver capito che loro preferiscano un bel bibitone di caffè, uova e pane e marmellata.
Pensierino personale: condizione necessaria (ma non sufficiente) per definire un paese come pienamente civilizzato è che le tubature dei cessi siano abbastanza larghe da poter gettare la carta igienica usata nel water, e qui la Corea ha ancora da lavorarci su.
Ci risentiamo dal Giappone.

Il diario prosegue in Istantanee: Giappone (seconda volta)

Qui sotto il video del mio viaggio in Corea del Sud:



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